Eli Roth: 4 regole per spaventare a morte

Eli Roth, la mente sadica che ha partorito Cabin Fever, Hostel e la serie Hemlock Grove, ha un trucco: sa sempre utilizzare una grande dose di realismo per mantenere alta la tensione.

Il creatore del torture porn non si è per niente ammorbidito col tempo, ma è sempre molto attento ai film che fa. Nel film Aftershock, Eli Roth ha un ruolo da protagonista, produttore e coautore, ed ha usato tutte le sue abilità per creare qualcosa di spaventoso.

Eli Roth in una scena di Aftershock

Ecco le 4 regole d'oro usate da Eli Roth per terrorizzare i suoi spettatori.

1) Conoscere la cultura

Cosa spaventa le persone? Non c'è bisogno di esagerare se sei un bravo osservatore. Non si tratta di rendere più spaventoso tutto quello che è già stato fatto. La chiave è conoscere bene la cultura e sapere cosa ti spaventa di essa. Eli Roth

Ora come ora, Roth è quasi spaventato da come le persone usino i social network senza pensare alle conseguenze.

Quando vedo persone che si ritrovano in mezzo a discussioni politiche di cui non sanno niente solo perchè sanno usare l'hashtag corretto, mi rendo conto che tutto questo ci si rivolterà contro. Queste persone non sanno di cosa stanno parlando e, quelli che sono davvero interessati non vengono presi in considerazione perchè i loro tweet non sono abbastanza divertenti. Ci sono persone che scaricano la loro rabbia in modo sbagliato. È come una psicosi di massa, in cui la gente impazzisce. Tutta la loro frustrazione viene sfogata sulle persone che scrivono dei tweet inappropriati, senza considerarne le cause. Eli Roth

Queste riflessioni hanno ispirato Eli Roth per il suo nuovo film The Green Inferno.

Volevo fare un film sulla pigrizia dell'attivismo moderno degli studenti, l’attivismo pigro, su tutti quelli che scrivono su Twitter senza sapere realmente di cosa si stia parlando. Per loro è più importante essere convinti di aver fatto una buona azione sul social network, piuttosto che fare qualcosa di reale. Tutti vogliono far vedere di essere buoni, ma nessuno sa di che cosa si parli. Eli Roth

2) Usare nuove tecnologie

Eli Roth sfrutta sempre al meglio le nuove tecnologie; utilizzava MySpace, i forum, ora Twitter. Ha prodotto uno show per Netflix e ora lo stanno facendo molti altri produttori. Per quanto riguarda i film, Roth usa la tecnologia per fare cose che altrimenti non sarebbe in grado di fare. Un chiaro esempio sono le riprese aeree su Valparaiso e la scena del nightclub in Aftershock per le quali sono state utilizzate cineprese di ultima generazione.

3) Conoscere le tendenze dei giovani

"I ragazzi vogliono sempre andare dove c'è una festa", afferma Roth, il cui film di maggior successo, Hostel, parla di un gruppo di ragazzi alla ricerca dell'ostello con le ragazze più carine e la miglior festa. Il regista/produttore non è indifferente al fascino delle feste in discoteca e ha girato il mondo anche per ballare, ma è rimasto colpito dall'identicità delle cose che ha visto.

Tutte le città sono praticamente uguali, stessa cosa per gli ostelli. Che tu sia in un Hotel o a Starbucks, in Brasile, in Russia o Los Angeles, tutti ascoltano le stesse canzoni. Gli hipster sono diventati globalizzati. A Santiago sembra di essere a Los Angeles. I ragazzi, che siano a Milano, in Argentina o a Santiago, sono tutti con le stesse persone e ascoltano tutti la stessa musica. Eli Roth

Ma Roth desidera vedere posti veri, il vero Cile. La cittadina di Valparaiso lo è ed è stata scelta per girare Aftershock. È una città straordinaria, dove i graffiti sono praticamente legali. A Valparaiso arriva ogni genere di artista. E a febbraio 2010 è arrivata anche una catastrofe. Era una domenica mattina (alle 3.00), e il sesto terremoto più forte mai registrato ha causato un blackout, la morte di più di 500 persone e l'allerta di tsunami. Aftershock racconta proprio quella notte. Tutto quello che avviene nel film è accaduto davvero. Non in quell'ordine, ma è tutto preso da storie vere.

Eli Roth e Lorenza Izzo in Aftershock

Quando Eli Roth ha sentito le storie di quella notte dal regista Nicolàs Lòpez, ha deciso di girare lì il film e ha scelto il cast tra le persone che avevano vissuto quella notte. Le storie che ha sentito sono alla base del film. Ad esempio Lorenza Izzo ha raccontato a Roth cosa succedeva nel nightclub quando è arrivato il terremoto. [Attenzione Spoiler] Un muro ha tagliato via le mani di un suo amico e un gruppo di persone ha dovuto poi cercarle. Ne hanno trovata una e l'hanno messa nella borsa di Lorenza, ma qualcuno le ha rubato la borsa.

C'era il caos. Secondo Roth, nel film accade proprio quello che è successo quella notte: le prigioni sono state aperte, facendo uscire numerosi criminali; le sirene di allarme hanno generato il panico e un gruppo di persone scappate dal nightclub hanno cercato di raggiungere la collina per sfuggire a un ipotetico tsunami (che non è mai arrivato).

Abbiamo trovato dei tunnel sotterranei tra il monastero e la chiesa dove venivano nascosti i cadaveri dei bambini nati dalle relazioni tra monaci e suore. È una cosa vera! Non ci sono regole in situazioni come queste. Cosa fareste voi se la vostra società crollasse, in tutti i sensi?Eli Roth

4) Realismo

Roth voleva fare qualcosa di realistico, autentico.

La maggior parte dei film catastrofici, come 2012 che è un film molto piacevole, è come vedere qualcuno giocare a un video game perchè sai che si tratta di effetti speciali.Eli Roth

Il senso di realtà l'ha trovato invece proprio a Valparaiso. Il paese è povero e non ha ancora riparato i disastri provocati dal terremoto del 2010. Guardando i set delle riprese si poteva pensare che il reparto scenografia avesse fatto davvero un ottimo lavoro. Ma non si trattava di una scenografia. Roth e la troupe avevano semplicemente posizionato le telecamere nei vari luoghi reali.

Eli Roth in The Green Inferno

L’autenticità di Roth è presente anche in Hemlock Grove: la serie serie girata per Netflix definita dallo stesso regista un universo bizzarro con misteri e omicidi. Per la trasformazione di uno dei personaggi in un licantropo ha preso come riferimento Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, del 1981.

Da bambino ero ossessionato da quel film. La trasformazione non avviene al buio o nell'ombra, ma alla luce. Si vedono le ossa, si sente la voce che cambia. Volevo scatenare le stesse sensazioni che i quattordicenni hanno durante le ore di educazione sessuale, quando vengono mostrati loro i video del parto, creando qualcosa di bello, ma allo stesso tempo viscerale, violento e raccapricciante. Mi piacerebbe che tutti quelli che hanno visto Twilight dicessero: "Oh, ecco come dovrebbe essere una vera trasformazione in un licantropo". Eli Roth

Per vedere un film di Eli Roth nei cinema italiani bisognerà attendere aprile 2015, quando uscirà The Green Inferno, con protagonisti un gruppo di attivisti studenteschi americani che, dopo una protesta per fermare la deforestazione dell'Amazzonia peruviana, finisce prigioniero di una tribù di indigeni non esattamente ben intenzionati.

Sembra invece non esserci la garanzia su quando (e se) Aftershock arriverà nei cinema italiani. Il timore è che possa uscire direttamente in home-video.

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