Paranormal Activity semina il panico

Paranormal Activity

Paranormal Activity, il film horror che ha fatto tremare persino Steven Spielberg, ha letteralmente seminato il panico tra gli spettatori, per lo più minorenni. Incubi, malori, svenimenti finiti direttamente in ospedale (come nel caso di una ragazzina ricoverata a Napoli in evidente stato catatonico). Ma anche soldi, incassi record, e polemiche che, ovviamente, funzionano come la migliore strategia di marketing possibile. E i numeri parlano da soli. Al primo weekend di programmazione, l'esordio horror del regista israeliano Oren Peli - completamente costruito sul meccanismo più spaventoso, quello della paura che non si vede, non si manifesta in mostri o creature spaventosamente orrende, ma gioca sulla crescente consapevolezza della loro inequivocabile presenza - scala la classifica, piazzandosi al secondo posto subito dopo Avatar: "La gente - osserva il regista, Oren Peli - ama l'horror perché è un genere che offre la possibilità di vivere un'esperienza forte come quella del terrore in una situazione controllata, senza mettere in pericolo la propria incolumità".

Evidentemente, però, Paranormal Activity spaventa più del dovuto. E le reazioni scioccanti che sono seguite alla visione del film smentiscono in parte le affermazioni del regista. Evidentemente il suo horror ha di gran lunga varcato le soglie dell'incolumità, annullando la distanza che c'è (e/o ci dovrebbe essere) tra schermo e realtà.

Prevenire gli effetti dell'horror, dunque. Impresa - se non impossibile - molto ardua, data la voglia di terrore che dilaga (sia sul piccolo che sul grande schermo), soprattutto tra i giovanissimi. Che nei prossimi mesi dovrebbero immediatamente fare i conti con l'uomo lupo di Benicio Del Toro in Wolfman (in uscita il 19 febbraio) e poi con la discesa agli inferi di Leonardo DiCaprio, protagonista di Shutter Island, l'ultima opera di Martin Scorsese in programma alla prossima Berlinale e dal 5 marzo sui nostri schermi. E ancora, dopo l'isola della paura della premiata ditta Scorsese-DiCaprio arriveranno, uno dietro l'altro, i ragazzini americani turbati dalle apparizioni di Freddy Krueger in Nightmare (7 maggio), i morti viventi di Benvenuti a Zombieland (11 giugno) e i pesci capaci di seminare terrore e morte persino nelle acque tranquille di un lago in Piranha 3D (11 giugno), solo per fare alcuni esempi.

Benicio del Toro che di Wolfman è produttore oltre che interprete, ha una sua teoria sul fenomeno: "La mania del terrore non è una novità. C'è sempre stata e continuerà ad esserci, almeno fino a quando non saremo riusciti a scoprire che cosa accade dopo la morte. Davanti al più grande dei misteri cerchiamo tutti risposte. E le storie di fantasmi e di cadaveri che tornano in vita offrono una possibile versione dei fatti, per questo continuano ad attirarci".

Fonte: http://www.bestmovie.it

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